Digiuno assoluto, Semidigiuno, digiuno a succhi, benefici fisici, mentali e spirituali. Rimedi Naturopatici : Clisteri di caffè

DIGIUNO:
Prima di spiegare cos’è il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos’è la
malattia.
punto di vista igienistico, il “sintomo” (ufficialmente chiamato “malattia”) è il tentativo ultimo
della Natura, cioè dell’organismo, di eliminare tutte le tossine (alimentari, metaboliche,
emozionali, ecc.) che stanno inquinando il corpo.
L’igienismo crede in un ordine armonioso della Natura: ogni fenomeno è regolato da leggi
salde, coerenti, immutabili in ciò che hanno di essenziale. I processi della vita non sfuggono a
queste leggi naturali che, se rispettate, rinnoveranno continuamente l’energia vitale e, se
disattese, causeranno prima o poi, malattia e sofferenza. Per l’uomo quindi salute e benessere
sono dei fini raggiungibili soltanto se egli si atterrà ad un modello di vita in armonia con le sue
esigenze biologiche, psichiche e spirituali. La malattia è fondamentalmente una deviazione da
questo modello: solo il ripristino di abitudini e comportamenti adeguati riporteranno la
salute. ( Dott. Sebastiano Magnano)
il digiuno guarisce veramente ?
Si.. il digiuno non guarisce.. il digiuno è un mezzo, uno strumento.
Il digiuno è uno strumento, un mezzo che possiamo utilizzare per ottenere risultati
strabilianti; ma non basta la lettura di qualche libro per diventare degli esperti.
Se mal gestito, il digiuno è pericoloso.
Generalmente si pensa che è il digiuno ad essere “terapeutico” , invece è l’organismo vivente
che ha la possibilità di utilizzare un potente strumento qual è il digiuno, per attuare il
processo di disintossicazione e ristrutturazione ,sia fisica che mentale …
Il digiuno è un potente strumento per raggiungere “l’obiettivo”, ma ricordarsi che la finalità è
l’obiettivo, e questo si raggiunge meglio, quando il digiuno è utilizzato in sinergia che con altri strumenti dell’ Igiene Naturale.
Come digiunare?
Digiunare, l’atto di astenersi dal mangiare e dal bere per un periodo di tempo definito, è una
pratica che è stata usata per promuovere il benessere fisico e spirituale per migliaia di anni.
Un digiuno assoluto prevede che non vengano consumati né cibo né acqua, mentre altri tipi di
digiuno contemplano l’assunzione di acqua, succhi ed altri liquidi.
Quattro buone ragioni per digiunare
1-Dimagrimento. Il digiuno è la strada più veloce, sicura ed efficiente per dimagrire.
2-Compensazione fisiologica. Quando si deve digerire un cibo una grande quantità di sangue
deve affluire agli organi digestivi e l’organismo conseguentemente tende ad essere pigro, ad
addormentarsi. Se si svolge un lavoro pesante, il processo digestivo è praticamente sospeso.
Digiunare, conservando le energie digestive, permette di deviarle verso altri canali e quindi di svolgere altri lavori.
3-Riposo fisiologico. Il digiuno permette il riposo del sistema digestivo, ghiandolare,
circolatorio, respiratorio, nervoso. Più cibo viene ingerito, maggiore è il lavoro che deve essere
svolto dagli organi che formano tali sistemi; in presenza di un digiuno questi organi si
riposano. Le ghiandole della bocca e dello stomaco, il tubo digestivo, il fegato e il pancreas non
devono lavorare. Il cuore, le arterie si alleggeriscono e riposano. Le ghiandole, all’infuori di
quelle che scernono succhi digestivi, riducono la loro attività secretrice. La respirazione
rallenta e il sistema nervoso lavora di meno.
4-Eliminazione. Il dottor J. H. Tilden: “Dopo 55 anni trascorsi nel selvaggio mondo delle terapie
mediche, sono costretto a dichiarare, senza paura di essere smentito, che il digiuno rappresenta
l’unico evacuatore terapeutico sicuro per l’uomo”
Il dottor Felix L. Oswald: “Il digiuno rappresenta il migliore sistema rinnovatore. Tre giorni di
digiuno all’anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più efficacemente di cento bottiglie di
soluzioni purgative”.
Non esiste niente altro che al pari del digiuno che sia in grado di aumentare l’eliminazione
delle sostanze di rifiuto dal sangue e dai tessuti.
Le secrezioni represse o i rifiuti trattenuti vengono espulsi dall’organismo ed il sistema risulta
purificato. Servono pochi giorni per liberare il sangue e la linfa dalle tossine, ma il digiuno prosegue nella sua azione e provoca l’espulsione delle tossine che da molto tempo erano
depositate nei tessuti meno importanti (grasso, organi, ecc.)
Il digiuno costringe il corpo a consumare (autolisi) tutti i tessuti superflui e le scorte nutritive
utilizzandole per sostenere i tessuti principali. In questo senso le tossine immesse in
circolazione potranno essere espulse dagli organi escretori.
Il digiuno può curare?
Il termine “cura” deriva dal latino che significava “attenzione”, “cautela”.
Oggi ovviamente ha un altro significato.
Il digiuno non “cura” nulla: è un periodo di riposo fisiologico, l’interruzione di ogni fatica.
Il riposo fornisce all’organismo l’opportunità di fare da solo quello che non riesce a fare in
completa attività.
Solo quando le cause vengono eliminate e/o bloccate, il corpo, DA SOLO, può iniziare a guarire.
Rimuovere le cause NON significa guarire, significa rendere possibile che i processi ristoratori,
rigeneratori, perfezionino il loro operato.
Questo operato si chiama AUTOGUARIGIONE
Guarire, a differenza di curare, è un processo biologico, NON è un’arte.
Un chirurgo può cucire una ferita ma non può guarirla, può mettere insieme le estremità di un
osso rotto ma non può unire o saldare le due parti. SOLO l’organismo può fare questo.
Guarire è un processo naturale
Ogni GUARIGIONE è in realtà solo AUTOGUARIGIONE e per tanto il digiuno non è una cura.
In quanto riposo fisiologico, il digiuno permette all’organismo di autoguarirsi, fornendo al
corpo l’opportunità di lavorare con meno sforzi.
Alcune cosa da sapere nel digiuno
1- Quando si inizia a digiunare quasi inevitabilmente si presentano sviluppi fisici che non devono allarmare: lingua bianca, bocca e alito cattivo, denti impastati, mal di testa, ecc.
Sono tutte condizioni che rappresentano il processo purificatore. Appena il corpo scarica il
suo fardello tossico, inizia il processo di purificazione della lingua, prima la punta e poi sui lati
e alla fine bocca e lingua puliti.
2- L’urina può diventare scura, quasi nera, dall’odore forte, anche se si beve solo acqua. Indice
del lavoro renale di eliminazione.
3- La perdita di peso è dovuta all’utilizzazione delle riserve organiche
4- La debolezza è dovuta all’inattività funzionale. Si è molto rilassati, il cuore e la respirazione
rallenta, la circolazione si calma. La debolezza iniziale è dovuta all’assenza della “solita
stimolazione”: caffè, ecc.
5- L’aspetto più noioso forse è rappresentato da nausee e vomito, che però sono importanti
crisi purificatorie.
6- Il riposo (fisico e mentale) è fondamentale.
7- L’esercizio fisico all’aria aperta moderato è molto importante
8- Il raffreddamento inibisce l’eliminazione, per cui bisogna stare al caldo.
9- Bere acqua fresca pura, non fredda.
10- I bagni di sole sono un fattore nutritivo di grande aiuto nel digiuno, basta non abusarne
11- Niente purganti durante il digiuno

L’interruzione del digiuno
Il momento ideale per interrompere il digiuno è quando si manifesta il ritorno della fame.
La lingua è pulita e l’alito è sano.
L’interruzione e la ripresa alimentare è fondamentale per non vanificare il tutto.
Si può riprendere mangiando cibi leggeri come frutta e verdure. Tre pasti al giorno, semplici e
non ricchi, formati da cibi freschi.
Alle tecniche di digiuno bisogna avvicinarsi per gradi, imparare a digiunare per 3 giorni è una
prima fase. Si può digiunare anche per periodi più lunghi però è opportuno effettuare
questi digiuni sempre sotto controllo di un tecnico esperto in digiuni.
CLISTERE DI CAFFE’
È il clistere di caffè un magico metodo disintossicante che potete aggiungere al vostro
arsenale? Ebbene sì, lo è, senza dubbio. Gli scettici che non ne hanno mai provato uno
quando hanno un mal di testa o una furiosa insorgenza dei sintomi dolorosi causati da
una reazione di guarigione, non possono capire come il clistere di caffè potrebbero
portare loro sollievo immediato. Oggi fare clisteri è un tabù per il mondo medico, visto
che è abituato a non trattare la causa, ma semplicemente a tenere sotto controllo i
sintomi, dimenticandosi del problema più profondo.
L’ obiettivo primario del clistere di caffè è aiutare il fegato: sostenere e facilitare il rilascio di
tossine che il fegato ha eliminato dalla circolazione ed evitare che vi facciano davvero molto
male nel caso non vengano rimosse. Il fegato pulisce l’intera circolazione sanguigna (e la linfa –
appena quest’ ultima entra nella circolazione viene catturata direttamente dal fegato attraverso la vena succlavia) e questo avviene una volta ogni 3 minuti.
Al giorno d’oggi, invece di liberare il fegato o ridurne il carico, lo stiamo attivamente
congestionando con prodotti tossici e farmaci, che anche se mirano a risolvere i sintomi,
effettivamente, aggravano il problema.
Il clistere di caffè, invece, aiuta il fegato a liberarsi dalle tossine attraverso un certo numero di
composti attivi che stimolano uno dei principali percorsi di disintossicazione (glutatione-Stransferasi)
che portano ad una rapida eliminazione dei veleni, attraverso il sistema biliare. È
per questo che, in un programma di disintossicazione, a seconda di quanto si è tossici (e questo si
può determinare dal proprio specifico caso di studio) il clistere di caffè è un must; non solo aiuta
a ridurre il carico tossico ma è anche epato-protettivo. La maggior parte delle tossine
danneggiano il fegato se non vengono rimosse.
Il clistere di caffè non è uno strumento per guarire o correggere la stitichezza. Se siete
stitici prima di iniziare a fare i clisteri, rimarrete stitici dopo averli sospesi. I clisteri non risolvono la causa della stipsi.
Contrariamente al mito popolare, l’uso regolare del clistere di caffè non lede la normale funzione
intestinale – non si perde tono intestinale o movimento peristaltico. Entro un paio di giorni, o
prima, se si ha una buona funzione intestinale prima di iniziare a fare clisteri si avrà una buona
funzione intestinale anche dopo la loro cessazione

Fonte: Kathryn Alexander
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